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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa Anna Maria Priora

djGuida Turistica Abilitata per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guide for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Ci sono luoghi che visti da lontano ti incuriosiscono ma poi non ti viene mai stranamente in mente di andarli a visitare. questo è successo per molti anni alla Rocca di Subiaco, detta anche rocca dei Borgia, tanto che è stata abbandonata per decenni, finchè in tempi recenti è stata riaperta al pubblico. Le antiche tappezzerie, i mobili e le suppellettili sono spariti da molto, ma gli affreschi di Liborio Coccetti ed i suoi allievi sono ancora li. Guardando la rocca dal protocenobio o monastero di Santa Scolastica o  dal Monastero di San Benedetto, mai si potrebbe immaginare che una struttura tanto possente ma così "militare" nelle sue forme nasconda tali affreschi. Papa  Pio VI Braschi fece decorare il suo appartamento secondo l'uso del tempo, senza immaginare che le guide turistiche avrebbero poi valorizzato il luogo durante le loro visite guidate. Essendo Subiaco al centro della Commenda, le prime tre stanze presentano sui muri le vedute dei suoi possedimenti, con particolare attenzione a 6 tra chiese e monasteri, compreso il Convento di San Francesco, per sottolineare la vastità e la ricchezza del territorio, e poi fece decorare la sala del trono per richiamare l'attenzione su se stesso. Al centro della sala, su di un cielo tempestoso, lo Spirito Santo in forma di colomba sormonta una glirlanda che fa da cornice al simbolo della famiglia Braschi, un giglio mosso dal vento.Ai lati, sempre in contrasto con il cielogrigio 7 figure allegoriche coloratissime che rappresentano la Fede, la Giustizia, la Pace, la Fortezza, la Prudenza, la Sapienza e la Purezza. Sotto di loro una monumentale balaustra che ricollega il cielo con la terra e si  estendeva in passato sopra splendidi arazzi appesi alle pareti. Dopo la sala del trono, una piccola biblioteca ed infine l'alcova, dove le rappresentazioni religiose si mescolano con le splendide grottesche. Non dimentichiamo che le grottesche sono al centro dell'appartamento Colonna nel piano sottostante!

 

La Rocca abbaziale di Subiaco detto anche Rocca dei Borgia, deve il suo nome alla torre costruita da questa famiglia, ma in realta' dovrebbe legare il suo nome maggiormente alla famiglia  Colonna ed ai monasteri benedettini di Subiaco. Al primo piano della possente roccaforte si concentrano in 4 stanze affrescate probabilmente attorno al 1560 soffitti decorati con episodi famosi delle storie romane e continui cenni alla famiglia Colonna ed alla sua grandezza.
Una visita guidata di  questi ambienti vi fara' notare la grande abbondanza dei motti che i Colonna  ricordavano a se stessi ed ai propri invitati per esaltare la perseveranza e la grandezza della loro progenie. infatti tra scene agresti e ricordi delle storie piu salienti della famiglia, nella stanza di rappresentanza, viene ricordato per esempio il motto Flectimur non rupimur undis sopra un costicuo numero di canne che vengono sbattute dal vento in ogni direzione senza mai rompersi. Peccato che le pareti siano incredibilmente rovinate, gli affresti infatti sono stati coperti di carta da parati che un volta tolta hnno portato via una buona parte degli affreschi. La vostra guida turistica vi fara' comunue notare la bellezza dell Prudenza e della Fortezza che si distinguono ancora abbastanza bene. La visita guidata di questi appartamenti non  puo' prescindere dal confronto con affreschi simili presenti nelle altre residenze della famiglia sparse sui territori attorno a Roma. La continua presenza della colonna al centro dei soffitti e dei vari copricapi che sottolineano la grandezza della famiglia fanno da contraltare ai simboli zodiacali nella sala dello zodiaco inglobati in motivi vegetali e grottesche. Particolarissima è la rappresentazione dei simboli ,non dipinti nell'ordine canonico, ma raggruppati per similitudini. Durante la visita la guida turistica non potrà fare a meno di citare anche San Benedetto e Santa Scolastica, il monastero del Sacro Speco e il monastero di Santa Scolastica

Quando la guida turistica durante la guida ai Monasteri Benedettini di Subiaco, cita più volte la presenza di un convento dedicato a San Francesco nella valle sottostare, di solito i turisti rimangono sorpresina. Subiaco è famosa per San Benedetto ed i monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco, ma in pochi collegano la visita di San Francesco prima del 1224 con un cenobio Francescano. Ed invece questo luogo con solo esiste, ma è un piccolo scrigno di tesori. Innanzitutto la sua posizione è incantevole, su una collinetta, al di là dell'Aniene, proprio di fronte alla rocca di Subiaco. Naturalmente rispetta totalmente l'idea di povertà e semplicità Francescane, essendo formata solo da un chiostro e da una chiesa. Il convento su costruito nel 1326 proprio in occasione del primo centenario della morte del Santo, ma deve le sue splendide decorazioni ad elementi aggiunti successivamente. Il convento di San Francesco è stato decorato internamente dal pittore chiamato Sodoma che ha lavorato in una delle cappellina annesso alla chiesa, e dipingendo la nascita della Madonna, lo sposalizio della Vergine e  la Crocefissione, aggiungendo come suo solito un animaletto pettinare nella scena, e ritirando alcuni personaggi in abiti tipici di Subiaco. Veramente una decorazione inattesa! I colori sono ancora vivaci, benché l'umidità si sia accanito su questa vera e propria chicca dell'arte cinquecentesca. Ma non temere, durante la visita guidata, la guida turistica saprà farvi apprezzare anche i particolari più nascosti. Dopotutto è il nostro lavoro! E non dimenticate di lasciare alle suore una piccola offerta....

Quando Benedetto  decide di uscire dalla grotta del Monte Taleo, dove ora sorge il Monastero del Sacro Speco, comincia a fondare  un monastero dietro l'altro. Molti giovani decidono di seguire il suo esempio e Benedetto pensa quindi di fondare tanti piccoli cenobi lungo il corso del fiume Aniene, per sfruttarne l'acqua sia come fonte di vita, sia come forza motrice per i mulini. Attorno  al 500 fonda infatti 12 monasteri nel territorio attorno a Subiaco e pone all'interno di queste strutture un Pater, che faccia da guida del cenobio e 12 monaci. Il modello organizzativo che San Benedetto sceglie e' quello basato sul numero 12, un chiaro riferimento  ai 12 Apostoli, quale supremo esempio di uomini che seguono con fede e dedizione il Signore durante tutta la loro vita terrena. La scelta di questo numero  particolare non e' naturalmente del tutto originale se si pensa che i piu' famosi collegi sacerdotali romani usavano lo stesso numero simbolico all'interno della loro organizzazione. Il collegio dei Salii palatini fondati da Numa Pompilio era formato da 12 membri e custodivano 12 scudi sacri, i Frates Arvales fondati secondo la tradizione da Romolo, fondatore di Roma sono 12, e 24 erano i Luperci famosi per le loro corse attorno al Palatino, ma divisi in due gruppi da 12, e i Flamines Minores erano 12 secondo la tradizione, anche se Varrone ne cita solo 10. Dunque questo numero era ben significativo prima dell' arrivo della religione cristiana. Secondo gli studiosi il numero 12 era gia significatino nel periodo preindoeuropeo, ed il sistema di calcolo basato sul numero 12 ha resistito fino ai giorni nostri solo in Inghilterra, fino a quando il sistema di misure inglese ha capitolato, adottando il nostro sistema decimale. Ma cosa si nasconde dietro questo numero? Sara' la nostra guida turistica durante la visita guidata che vi citera' le 12 tribu di Israele, le 12 costellazioni.....e vi spieghera' la storia di questo numero.....