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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa Anna Maria Priora

djGuida Turistica Abilitata per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guide for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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Quando un gruppo arriva a Subiaco ed alza gli occhi verso i Monasteri, la domanda piu' ricorrente che si fa alla propria guida turistica  e' : perche questo luogo cosi' appartato? In realta negli ultimi 1500 anni Subiaco e' stato spesso una sorta di rifugio scelto da tutti coloro che volevano fuggire dal mondo e ritirarsi in un luogo tranquillo. Lo stesso San Benedetto, dopo aver vissuto a Roma qualche tempo, inorridito dal disordine in cui versava questa citta' dopo la caduta dell'impero romano, cerco' rifugio in questo luogo tranquillo e poco accessibile. Anche Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz dovettero probabilmente con altri confratelli, scappare da Magonza, conquistata dall'Arcivescovo Adolfo II nel 1463, e scelsero i monasteri di Subiaco dove crearono la prima tipografia a caratteri mobili in Italia. Ma nel corso della storia nella prima meta' del 1300 un altro personaggio molto importante per la storia della chiesa ed in particolare per l'Ordine Francescano, dovette fuggire a Subiaco e trovare rifugio tra le Sacre Mura del Monastero di San Benedetto. Il nome di quest'uomo, per molto tempo accusato di eresia e perseguitato, e' Angelo Clareno, fondatore dei cosi detti Francescani Spirituali. Quindi Subiaco per la seconda volta nella storia si trovo' al centro della tradizione francescana, dopo che San Francesco nel 1224 era andato a visitare il Sacro Speco, e dopo circa 100 anni proprio Angelo Clareno dallo stesso posto difese la sua idea di tornare proprio agli originari principi francescani. Era un marchigiano, nato a Recanati nel 1255 circa ed entrato nei Francescani  a Fossombrone, dove incomincio' subito a mostrare una certa insofferenza per le regole francescane che gli venivano imposte, da lui ritenute troppo blande e lontane dalle iniziali regole dell'ordine. Questo suo malessere era comunque comune a molti altri, tra cui quello che diventera' il suo compagno di sventure Liberato, e pose proprio con lui le basi di una nuova regola per lungo tempo ignorata, finche' studiata ed approfondita da Papa Celestino V, ottenne il giusto riconoscimento e la denominazione di "Pauperes Eremitae". Papa Celestino non solo suggello' la nascita di un nuovo gruppo religioso, ma stabili' la sua indipendenza dai Francescani e la possibilita' di condividere con i Benedettini Celestiniani  i loro monasteri. Dopo il cambio di potere ai vestici della Chiesa, Bonifacio VIII ritiro' questo riconoscimento, e costrinse Angelo e Liberato a fuggire in Grecia per salvarsi ed a tornare solo alla sua morte,  ma l'opera di repressione continuo' anche con i suoi successori. Nel 1311 fu addirittura chiamato ad Avignone a rispondere ad un'accusa di eresia che era stata mossa da piu' parti contro di lui, ma fu poi rilasciato dopo un lungo ed approfondito esame delle sue idee da parte di Papa Clemente V. Nel 1317 viene addirittura scomunicato da Papa Giovanni XXII che vedeva in lui l'Anticristo e dovette cercare rifugio a Subiaco, sotto la protezione dell'Abate Bartolomeo II. Proprio durante questo soggiorno obbligato fondo' l'ordine dei Fraticelli, organizzato come un ordine Francescano indipendente, ma rifiutando de facto l'autorita' papale. Mori' poi a Marsicovetere in Basilicata, credendo che il suo ordine non sarebbe mai stato riconosciuto. Invece Papa Pio V con la Bolla Beatus Christus Salvatoris nel 3 gennaio 1568 riconobbe la Congregazione di Clareno e la uni' ai Francescani Osservanti.

Normalmente quando si visita con un gruppo "normale" il Monastero di Santa Scolastica, si cammina attraverso i tre chiostri del protocenibio senza immaginare che sotto i propri piedi c'é un vero tesoro. Se invece ci si affida ad una guida turistica abilitata, previ accordi, è possibile all'altezza del terzo chiostro detto Cosmatesco, in un angolino nascosto, superare in cancello sempre chiuso e scendere delle scale molto ripide fino alle così dette "grotte degli Angeli". Li nascosta alla vista dei più, vi è in vero tesoro, l'urna con i resti mortali di San Beda il Venerabile. Questo giovanissimo ragazzo di umili origini, viene affidato ancora giovanissimo ad un monastero benedettino della Northumbria, per diventare uno dei più grandi eruditi dell'alto medioevo. Fu un grande scrittore ma anche un grande insegnante, tanto che divenne famoso non solo in Inghilterra, ma a che in tutta Europa. A lui per esempio si deve una grande rivoluzione culturale non da poco: nel De Tempore Ratione fece prevalere a dispetto di ciò che si faceva a quel tempo, il computo degli anni dalla nascita di Cristo per indicare una data, un metodo per suddividere ed organizzare il tempo che noi usiamo ancora oggi. Forní inoltre ai suoi successori un modello da seguire per la compilazione delle cronache storiche, con la
sua opera più famosa la Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum che narra le vicende della sua terra fino al 731. Beda è morto con una certa probabilità a Jarrow, dove era nato nel 735, ma la sua importanza in seno alla Chiesa fu riconosciuta solo molto più tardi nel 1899 da Papa Leone XIII che lo nominó Dottore della Chiesa. Per noi Italiani questo uomo è ancora più significativo perché in una sua opera chiamata "Collettanea" riporta le storie e le profezie del suo tempo e riporta le seguenti parole :
Finché esisterà il Colosseo,
Esisterà Roma.
Quando cadrà il Colosseo,
Cadrà anche Roma.
Ma quando cadrà Roma,
Anche il mondo cadrà.
La profezia naturalmente veniva da un passato lontano pure per Beda, ma questa frase da lui scritta é la prima attestazione giunta fino a noi dell'Anfiteatro Flavio chiamato con il nome di Colosseo. Se si aggiunge un'altra sua frase molto significativa  si comprende bene la grandezza e la modernità di quest'uomo vissuto circa 1300 anni fa:
"La terra é rotonda come una palla da gioco"
Che detto da un religioso.... è una cosa straordinaria! Quando prenotate una visita guidata, chiedete alla guida turistica di scendere fino a questa cappella scavata nella roccia, mo  perdetevi questo luogo magico....

La Rocca abbaziale di Subiaco detto anche Rocca dei Borgia, deve il suo nome alla torre costruita da questa famiglia, ma in realta' dovrebbe legare il suo nome maggiormente alla famiglia  Colonna ed ai monasteri benedettini di Subiaco. Al primo piano della possente roccaforte si concentrano in 4 stanze affrescate probabilmente attorno al 1560 soffitti decorati con episodi famosi delle storie romane e continui cenni alla famiglia Colonna ed alla sua grandezza.
Una visita guidata di  questi ambienti vi fara' notare la grande abbondanza dei motti che i Colonna  ricordavano a se stessi ed ai propri invitati per esaltare la perseveranza e la grandezza della loro progenie. infatti tra scene agresti e ricordi delle storie piu salienti della famiglia, nella stanza di rappresentanza, viene ricordato per esempio il motto Flectimur non rupimur undis sopra un costicuo numero di canne che vengono sbattute dal vento in ogni direzione senza mai rompersi. Peccato che le pareti siano incredibilmente rovinate, gli affresti infatti sono stati coperti di carta da parati che un volta tolta hnno portato via una buona parte degli affreschi. La vostra guida turistica vi fara' comunue notare la bellezza dell Prudenza e della Fortezza che si distinguono ancora abbastanza bene. La visita guidata di questi appartamenti non  puo' prescindere dal confronto con affreschi simili presenti nelle altre residenze della famiglia sparse sui territori attorno a Roma. La continua presenza della colonna al centro dei soffitti e dei vari copricapi che sottolineano la grandezza della famiglia fanno da contraltare ai simboli zodiacali nella sala dello zodiaco inglobati in motivi vegetali e grottesche. Particolarissima è la rappresentazione dei simboli ,non dipinti nell'ordine canonico, ma raggruppati per similitudini. Durante la visita la guida turistica non potrà fare a meno di citare anche San Benedetto e Santa Scolastica, il monastero del Sacro Speco e il monastero di Santa Scolastica

Ci sono luoghi che visti da lontano ti incuriosiscono ma poi non ti viene mai stranamente in mente di andarli a visitare. questo è successo per molti anni alla Rocca di Subiaco, detta anche rocca dei Borgia, tanto che è stata abbandonata per decenni, finchè in tempi recenti è stata riaperta al pubblico. Le antiche tappezzerie, i mobili e le suppellettili sono spariti da molto, ma gli affreschi di Liborio Coccetti ed i suoi allievi sono ancora li. Guardando la rocca dal protocenobio o monastero di Santa Scolastica o  dal Monastero di San Benedetto, mai si potrebbe immaginare che una struttura tanto possente ma così "militare" nelle sue forme nasconda tali affreschi. Papa  Pio VI Braschi fece decorare il suo appartamento secondo l'uso del tempo, senza immaginare che le guide turistiche avrebbero poi valorizzato il luogo durante le loro visite guidate. Essendo Subiaco al centro della Commenda, le prime tre stanze presentano sui muri le vedute dei suoi possedimenti, con particolare attenzione a 6 tra chiese e monasteri, compreso il Convento di San Francesco, per sottolineare la vastità e la ricchezza del territorio, e poi fece decorare la sala del trono per richiamare l'attenzione su se stesso. Al centro della sala, su di un cielo tempestoso, lo Spirito Santo in forma di colomba sormonta una glirlanda che fa da cornice al simbolo della famiglia Braschi, un giglio mosso dal vento.Ai lati, sempre in contrasto con il cielogrigio 7 figure allegoriche coloratissime che rappresentano la Fede, la Giustizia, la Pace, la Fortezza, la Prudenza, la Sapienza e la Purezza. Sotto di loro una monumentale balaustra che ricollega il cielo con la terra e si  estendeva in passato sopra splendidi arazzi appesi alle pareti. Dopo la sala del trono, una piccola biblioteca ed infine l'alcova, dove le rappresentazioni religiose si mescolano con le splendide grottesche. Non dimentichiamo che le grottesche sono al centro dell'appartamento Colonna nel piano sottostante!