
Visita di Ventotene con una guida turistica
- DURATA DEL TOUR: 6 ore circa
- COSTO DEL TOUR: 280 Euro per gruppi fino a 50 persone
- LA TUA GUIDA TURISTICA: Anna Maria Priora
- EVENTUALI BIGLIETTI: non compresi
- RADIOLINE: non comprese nella tariffa della visita guidata
- ESCURSIONE IN BARCA
- ADATTO AI BAMBINI
- ITINERARIO: visita del centro storico ed eventuale escursione in barca
- RECENSIONI: ⭐⭐⭐⭐⭐(leggi qui)
- COSA POSSO VISITARE LI VICINO CON UNA GUIDA TURISTICA?
- COME PRENOTARE:
Visita di Ventotene con una guida turistica: cosa visitetemo

Indice dei contenuti
A volte si pensa che certe mete come l’isola di Ventotene, possono essere visitate senza servirsi di una guida turistica, perchè “intanto è solo un’isola! Cosa vuoi che ci possa essere da spiegare su un’isola così piccola?”. Invece non é proprio così, perché visita guidata è l’unica cosa che serve davvero per capire fino in fondo la vita di un luogo simile. Se volete in estate potete anche raggiungerla da Ponza
Visita di Ventotene: il carcere di Santo Stefano
Quando la guida turistica descrive sul traghetto al suo gruppo Ventotene, non sa mai esattamente che cosa i signori si aspettano da questa visita. Spesso i gruppi desiderano vedete il mare, mangiare buon pesce, ma soprattutto girare per i negozi in cerca di tanti souvenirs. Se pensate di visitare un’isola per questo ultimo fine…. Non venire a Ventotene! Innanzi tutto già arrivando con la nave, sulla sinistra mentre ci si avvicina si vede una piccola isola a forma di collina con sulla sommità una grande costruzione comparsa di finestre. Non si tratta di un centro commerciale, ma di un antico carcere.

L”isola di Santo Stefano ed il suo carcere
Si tratta dell’isola di Santo Stefano, sede per lungo tempo di un famoso carcere ed ora abbandonata a se stessa ma ancora molto affascinante. Acqua color smeraldo, scogli lavorati dal vento, porto romano ancora in funzione è soprattutto l’isola di Santo Stefano che ti segue in tutte le varie passeggiate. Ultimamente non é possibile visitare l’isola di Santo Stefano per i restauri che stanno interessando il carcere, ma di sicuro già da lontano si ha l’idea della sua bellezza e della sua lontananza fisica.

Il carcere di Santo Stefano
“Sembra da lungi un’immensa forma di cacio posta posta sull’erba” scriveva Settembrini su Santo Stefano al suo attivo sull’isola. Il carcere borbonico era panottico, cioè costruito in maniera tale che le 99 celle guardassero tutte verso un punto, cioè la cappelle posta nel centro della corte, ed erano tutte da essa visibili. Questa struttura dava ai detenuti una sorveglianza continua anche psicologica. Il carcere fu aperto nel 1797 e chiuso nel 1965 ed arrivo ad ospitare nei periodi fi maggior affollamento circa 1000 prigionieri alla volta. Tra loro dopo l’unità d’Italia furono rinchiuso i famosi briganti e nel 1901 vi mori Gaetano Brisco, l’anarchico che aveva ucciso il are d’Italia Umberto l.

Guida turistica del carcere di Santo Stefano
Fu poi la volta degli antifascisti Umberto Terracini e Sandro Pertini. Forse il peggiore dei supplizio inflitti so detenuti era la catena da portarsi sempre giorno e notte, che a volte lega a due prigionieri tra loro. Ricorda Sigismondo Gastromediano: “la catena supera il peso di 10kg, il suo stridore ed il suo perenne cigolio assordano ed ammattiscono e non é concesso liberarsene nemmeno un istante. É un serpente tenacemente ostinato che mentre morde e stringe, stritola l’intelletto ed annienta la vita. É per essa che si addiviene come bruti.”

Guida turistica di Ventotene: la ville romane ormai scomparse
Affacciati sulle varie calette da cui si vede il carcere, sulla destra si apre Punta Eolo, uno dei luoghi più suggestivo dell’isola scelto in epoca Augustea per costruire una enorme villa romana. Giunti al porto iniziano le meraviglie. Alla vostra destra Cala Rossano, punto di approvo in epoca romana per la villa sovrastrutture ed ora piccola spiaggia sopravvissuta tra le pareti di tufo, mentre davanti a voi si apre lo splendido porto romano, usato ancora oggi.

Poco più avanti il faro moderno, su una antica colata lavica copre parzialmente una peschiera romana, ed alzando gli occhi verso il cielo, le rovine della villa romana proprietaria della peschiera sono ancora visibili. Appena dietro l’angolo cala nave, con i suoi scogli lavorato dal venti, le sue rovine romane, e da lontano ad osservare tutto il sempre presente carcere di Santo Stefano.

Visita di Ventotene
Non voglio dirvi altro, non posso rovinarmi la sorpresa, ma se Giulia figlia di Augusto fu mandata in questo luogo in esilio…. e perché il luogo era degno di una figlia dell’imperatore. Quindi non abbiate remore, chiamate la guida turistica e fatevi guidare in giro per l’isola….

Visita di Ventotene: il museo dell’isola
Il piccolo museo di Ventotene conta 5 stanze ed un cortile, dove sono rappresentato tutti i vari aspetti storici dell’isola, dai ritrovamento sottomarini, ai resti romani di Punta Eolo, ai plastici della villa di Giulia, fino alle foto del Carcere di Santo Stefano… Non ci si annoia…. 2000 anni di storia lasciano le sue tracce. Regalati una visita guidata con una guida turistica. Tornerai a casa, abbronzato e stupito di cotanta bellezza!

Visita di Ventotene: gli abitanti più antichi
La storia documentata di Ventotene inizia circa 2000 anni fa con la famiglia dell’imperatore quando Augusto ha deciso di destinare questo piccolo scoglio nel mare ad una delle sue ville, destinate a lui, probabilmente la più tranquilla. Costruire una villa imperiale voleva dire portare uomini e materiali e siccome quest’isola non aveva un prodo naturale, si dovette scavare artificialmente un porto. Gli architetti del tempo scelsero un punto dove l’isola aveva una colata di tufo, e scavarono, nel vero senso della parola il bacino artificiale.
Il porto, essendo privato, era chiuso, cioè l’entrata e l’uscita era regolata. Si possono ancora vedere le bitte di chiusura del porto, da una parte e dall’altra dove veniva tirata una catena che chiedeva l’entrata al porto.

Guida turistica di Ventotene: le cisterne di Ventotene
Il maggior problema su quest’isola, non avendo sorgenti naturali, era quello dell’approvvigionamento idrico. L’isola non aveva una sorgente naturale, quindi l’architetto romano ha dovuto pensare a dei grandi bacini di raccolta di acqua piovana, che attraverso un bacino di accaduta, saliva all’interno delle cisterne. Le cisterne non sono altro che una serie di gallerie scavate nel tufo di notevoli dimensioni, la cui grandezza è legata al fatto che quest’acqua veniva conservata nel tempo, e quindi per mantenersi pura, aveva bisogno di circolare. La immensa dimensione della cisterna fa sì che ci fosse circolazione dell’aria.

Visita di Ventotene: i galeotti
Ma la storia di questa cisterna non è limitata al periodo Romano, perché quando nel Settecento i Borboni decisero di colonizzare nuovamente Ventotene portarono qui dei galeotti e trasformarono questa cisterna in ricovero per i carcerati. I prigionieri hanno quindi lasciato traccia del loro passaggio dipingendo sulle pareti paesaggi, altari o addirittura degli specchi, o quadri per dare l’idea di una casa. Sulle pareti ci sono inoltre numeri scritti molto grossi in rosso, sono i numeri di giacigli, ed essendo in una delle gallerie più esterne, potrebbe essere l’infermeria. Una volta terminata la costruzione della Ventotene borbonica e del carcere di Santo Stefano, i detenuti lasciarono per sempre questo posto e la cisterna venne abbandonata per sempre
La villa di Giulia a Ventotene
Realizzato il porto e realizzate le cisterne per l’approvvigionamento dell’acqua, finalmente si poteva costruire la villa. La villa era molto grande, lunga 300 metri e larga 100, e si distribuiva lungo il promontorio a destra del porto integrandosi con la natura dell’isola. La villa occupava tutto il promontorio e finiva sul mare con una grandiosa esedra, ed un’altra serie di gradinate portavano ad una terrazza inferiore che poteva di passeggiare lungo il perimetro di tutta quanta la villa.

La villa di Giulia
La prima che occupò la villa fu Giulia. La figlia di Augusto venne accusata di corruzione dei costumi. Augusto aveva fatto qualche anno prima una legge proprio per riportare i Romani agli antichi costumi. E come esempio per questo tipo di comportamento decise di accusare sua figlia colta con un amante sugli gradini della basilica del Foro Romano e di destinarla all’esilio su Ventotene. In realtà Giulia finì a Ventotene per motivi di opportunità politica, era figlia del primo matrimonio di Augusto con Scribbonia, ed a sua volta aveva due figli, Di Caio e Lucio Cesare.(vedi Terracina e il suo teatro) Non avendo figli maschi, inizialmente Augusto aveva scelto i figli di Giulia, cioè i suoi nipoti, come successori.

I due figli morirono in circostanze un po’ sospette, e Livia fece in modo che Giulia fosse allontanata a Ventotene, e Augusto scelse Tiberio che sarà poi il secondo imperatore della storia di Roma (leggi tutto sulla sua Villa a Sperlonga qui)

Guide turistiche di Ventotene: il soggiorno di Ottavia
Un’altra ospite di Ventotene fu Ottavia, la prima moglie di Nerone. Anche lei confinata per motivi di opportunità politica, perché Nerone aveva scelto un’altra moglie, Poppea, e lei per capriccio decise che Ottavia doveva morire. Tacito ci racconta che esattamente nel secondo Calidarium, cioè la vasca di acqua calda, le venne ordinato di morire,ma lei per la paura si irrigidì cosi tanto che le venne furono tagliate, ma il sangue non usciva. Allora, continua Tacito, la misero a scaldare dentro la vasca del Calidarium e per il calore morì dissanguata (esattamente come Lucio Atratino a Gaeta. Leggi qui). Non contenta della notizia della morte di Ottavia, ordinò anche che le fosse tagliata la testa.

Visita di Ventotene: l’abbandono della villa romana
L’ultima esule di rango Imperiale, relegata qui a Ventotene, fu Flavia Domitilla, la nipote di Domiziano, esiliata perché accusata di ateismo. Dopodiché, a partire dal II secolo d.C., Ventotene e tutta la sua villa verranno abbandonate. L’azione dei onde, l’azione dei venti, e poi la spoliazione che ne fecero i Borboni a partire dal VIII cento, quando ricolonizzarono l’isola, ne determinarono il crollo e l’abbandono





FAQ
Domande più frequenti sul tour di Ventotene con una guida turistica
- Quanto dura? Circa 6 ore
- Si cammina molto? Un pochino, anche in salita ma con una andatura piuttosto lenta
- È adatto ai bambini? Si se camminano volentieri
- Si può fare in inglese? Certamente
- Dove si parcheggia? A Ventotene non si và in macchina, ma a Formia ci sono ampie possibilità di parcheggio vicino al porto.
- Si può prenotare all’ultimo momento? No, meglio assicurarsi subito una guida
- Cosa succede se piove? Ci si copre bene e si porta un ombrello
Tour: visita di Ventotene
Visita guidata di Ventotene con una guida turistica
SKU del prodotto: Ventotene
Brand di prodotto: Monte Cassino War Tours
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 280
Prezzo valido fino a: 30-12-2040
Prodotto in magazzino: InStock
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