Visita guidata di Anagni

Visita Guidata di Anagni
Anagni e la sua fantastica cripta affrescata

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Visita guidata di Anagni: cosa vedere

Anagni era già considerata quasi 3000 anni fa una città sacra, per la grande quantità di templi sacri eretti nel proprio centro. Ai tempi nostri con il passaggio al Cristianesimo si contano circa 70 chiese. Oltre ai tanti luoghi sacri, non mancano i palazzi nobiliari, le strutture legate alla vita pubblica e tante altre strutture cariche di storia e curiosità. Tutti questi veri e propri gioielli della storia cittadina sono ancora oggi circondati dalle possenti mura megalitiche (come Alatri, Arpino, Ferentino e molte altre cittadine) interrotte ogni tanto da scenografiche porte di entrata alla città.

Le nostre visite guidate di Anagni sapranno darvi un’idea generale della città.

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Guida turistica di Anagni: la cattedrale di Anagni ed il suo museo

Per scoprire veramente il legame tra Anagni e Bonifacio VIII dobbiamo visitare la cattedrale ed il suo splendido tesoro. La visita inizia con la biblioteca del Capitolo che contiene ben 1814 volumi databili dal XV al XX secolo. Sono presenti in questa biblioteca anche degli incunaboli del XV secolo, e se si pensa che sono circa 110.000 gli incunaboli in Italia, la straordinarietà della loro presenza ad Anagni è assolutamente rilevante. I testi conservati trattano gli argomenti più vari, dai trattati di storia locale ai classici latini, fino al Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, fino a testi legati alla storia della chiesa.

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Visita guidata di Anagni: la biblioteca che lega Anagni e Bonifacio VIII

Tutti questi volumi si trovano ora conservati in mobili realizzati all’inizio del 1900. In alto, sopra gli armadi il Paliotto di San Magno, patrono della città, in legno ed argento con l’effige del Santo. Questo paliotto veniva usato in passato davanti all’altare del Duomo il giorno dei festeggiamenti per il Santo. In un angolo il dipinto che è servito da bozzetto dell’Annunciazione fatto da Pietro Gagliardi tra il 1880 ed il 1882 per la decorazione del catino absidale della cattedrale. San Magno, patrono di Anagni è lo stesso martire che fu sepolto dapprima a Fondi nella chiesa di San Magno e poi a Veroli.

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Visita guidata di Anagni: la sala capitolare della Cattedrale di Anagni

Si entra poi nella piccola stanza del capitolo decorata sempre da mobilio della stessa epoca, ma al centro, protetti dal vetro, fanno bella mostra di se uno splendido inventario delle donazioni fatte da Bonifacio VIII alla Cattedrale. Di fianco a questi fogli c’è una riproduzione di un testo liturgico del XIII secolo preso in prestito da Papa Alessandro VII e non più restituito, che si trova ora nella Biblioteca Vaticana nel fondo del Principe Chigi. In alto quasi sul soffitto le effigi dei 4 papi anagnini Innocenzo III, Gregorio IX Alessandro VII e Bonifacio VIII.

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Guida turistica di Anagni: Bonifacio VIII regala ricchi paramenti sacri

Entrando nella stanza del tesoro il primo piviale sulla destra in colori ora molto tenui é il Piviale della Vergine del XIII secolo, con trenta medaglioni con storie di Cristo e della Vergine, e tra un medaglione e l’altro degli angeli oranti, tutto in lino laminato d’oro. Nell’angolo a destra il cofanetto con le reliquie di San Tommaso Becket. Sul cofanetto si vedono le immagini della morte di San Tommaso ucciso dal re d’Inghilterra Enrico II nella Cattedrale di Canterbury. Rimangono circa 50 di questi cofanetti lungo le grandi vie di pellegrinaggio europee a testimonianza della grande simpatia che questo santo suscitò nei credenti.

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Visita guidata di Anagni: dalla cappella alla Cattedrale

Da qui si passa alla cappella del Salvatore, fatta decorare da Pietro da Salerno subito dopo la decorazione della Cattedrale per dedicarla al Salvatore e San Benedetto. Fu usata da subito come cappella privata collegata alla chiesa sulla sinistra, ma nella prima metà del 1200 fu chiusa quella porta, fu sopraelevato il pavimento e fu aggiunto il soffitto a crociera sul modello gotico cistercense. Nel tempo la cappella è stata decorata per tre volte da affreschi sovrapposti.

Appartengono all’ultimo strato le decorazione sopra l’altare con Cristo in Trono, Santa Secondina e San Magno, e frammenti dietro il crocefisso ligneo tutti del XV secolo. Si entra quindi nell’oratorio di San Tommaso Becket.

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Guida turistica di Anagni: la cappella Caetani ad Anagni

Si passa di fronte all’altare per un breve affaccio nella Cappella Cajetani, che sottolinea il rapporto tra Anagni e Bonifacio VIII, cappella costruita successivamente alla chiesa alla fine del XIII secolo con uno splendido sepolcro gotico. In alto sull’altare si vedono i 2 stemmi della famiglia Cajetani. Nel primo sarcofago riposano i resti di Pietro vescovo di Todi e maestro del futuro Bonifacio VIII, nel secondo le spoglie di Loffredo Cajetani conte di Caserta e nel piedistallo ci sono i resti di Giacomo Cajetani padre di Bartolomeo vescovo di Foligno. A questo punto si scende dalla scala verso l’oratorio di San Tommaso Becket.

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Visita guidata di Anagni: Bonifacio VIII e la lotta dei poteri.

Si scende la scala e di fianco alla porta che introduce in cripta si susseguono dipinti sulla parete verso destra dalla porta in avanti: un santo sconosciuto, un quadro con la Madonna nel centro, a sinistra Santa Secondina ed a destra san Magno, poi oltre l’angolo sulla destra sulla parete Cristo con a sinistra: Santa Oliva, San Nicola di Mitra e l’Arcangelo Gabriele, mentre a desta san Pietro e san Giovanni. Nel quadro successivo sempre verso destra Cristo tra San Giacomo e San Giovanni e santa Salome (la stessa Santa venerata a Veroli, leggi qui per approfondire)

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Visita guidata di Anagni: visita dell’oratorio di San Tommaso Becket

L’oratorio é un antico mitreo del I-II secolo d.c., con il classico soffitto a carena di nave e in fondo l’altare per il sacrificio dei tori con la canalina di scolo per il sangue di queste bestie. Questo luogo è dedicato a San Tommaso Becket per essere stato assassinato a Canterbury nel 1170 ad opera di re Enrico II d’Inghilterra e canonizzato a Segni nel 1173. Poiché sulla parete di fondo dell’oratorio appare san Tommaso in veste di Santo alla sinistra di Cristo, l’affresco deve essere stato realizzato dopo il 1173. Sulla parete sinistra ci sono 4 pannelli sulla vita di San Tommaso ma solo il terzo (l’assassino ) ed il quarto (un miracolo) sono ancora visibili.

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La cripta di Anagni: un vero tesoro

La cripta di San Magno vale da sola un viaggio ad Anagni. La cripta fu costruita contemporaneamente alla cattedrale, ma é stata decorata solo dopo un secolo circa dal Vescovo Pandolfo, che diede mandato a tre distinti pittori. Gli affreschi su una superficie di circa 540 mq, rappresentano una sintesi tra scienza e fede, mostrando le origini del mondo e dell’uomo secondo la scienza e le teorie di Platone, il piano divino secondo la fede ed il racconto biblico seguendo la storia dell’Arca dell’Alleanza.

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La cripta di San Magno ad Anagni

La bellezza degli affreschi, i colori molto vividi e la semplicità delle scene rappresentate è veramente emozionante. Attenzione che in cripta il tempo a disposizione è limitato a 20 minuti e non si possono fare foto con il flash…Gli affreschi sono molteplici, ma mi preme ricordare il ciclo che racconta l’Arca dell’Alleanza rubata al Popolo Eletto dai Filistei, Il ciclo che descrive l’Apocalisse secondo il racconto di San Giovanni, e i due cicli che raccontano il martirio di Santa Secondina e San Magno.

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La cripta di Anagni: il ciclo scientifico

Ma Anagni e la sua cripta sono famosi soprattutto che un gruppo di affreschi molto originale che viene chiamato l’unicum di Anagni o il ciclo scientifico di Anagni. Si tratta di un gruppo di 3 affreschi che raccontano in modo molto semplice le idee medievali sulla natura dell’uomo e sulla cura delle malattie. Sebbene queste idee siano considerate un vero manifesto dei pensieri medievale. In realtà prendono origine delle idee di Platone, un pagano, ed il fatto che proprio delle idee pagane vengano rappresentate sulle mura di una cripta rende il tutto un vero evento eccezionale.

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Lo schiaffo di Anagni: dove avvenne e quando

Il palazzo di Bonifacio VIII che vediamo noi oggi è il risultato di ben 15 cantieri. Nel 1200 il palazzo era sicuramente proprietà della famiglia di Papa Gregorio IX che vi accolse personalità del calibro di Federico II di Svevia nell’anno 1230. Fu poi acquisito dalla famiglia Caetani, per la sua possenza e la presenza di torri e merlature oggi scomparse. L’ambiente più famoso sotto il punto di vista storico é la sala delle scacchiere, dove secondo la tradizione il 7 settembre 1303 Papà Bonifacio VIII fu oltraggiato da Sciarra Colonna al soldo di Filippo il Bello. Ma la sala più interessante é quella delle oche, realizzata in onore di Federico II che aveva redatto il trattato di falconeria.

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Visita guidata del Palazzo dello Schiaffo

La sala più importante del palazzo di Bonifacio VIII é la sala delle oche. La stanza era illuminata da una solo bifora e riscaldata da un camino di cui si distingue ancora in alto il foro della canna fumaria. Proprio sulla stessa parete si vedono dei lacerti di affreschi che rappresentano fiori a 8 petali, simbolo biblico dell’infinito. Sull’altra parete il grande affresco che da il nome alla sala, in cui appaiono rombi diseguali con al centro un uccello bianco. Non si tratta di oche ma di 12 specie diverse di uccelli, riconoscibili dal becco o dal collo, distribuiti simmetricamente a due a due.

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Il palazzo dello schiaffo: la sala delle oche

L’ispirazione dells decorazione di questa parete viene dal trattato De Arte Venandi cum avibus di Federico II di Svevia. Proprio lui era stato accolto da Papa Gregorio IX nel 1230 in questo palazzo con tutto il suo seguito ed il colloquio si era probabilmente svolto in questa sala. L’istallazione moderna posta in mezzo alla sala, ricorda questo incontro, in cui questi due personaggi alla sola presenza di Hermann von Salsa, quarto Gran Maestro dell’Ordine Teutonico, avevano ricucito i rapporti dopo che il Papa aveva scomunicato Federico per non aver preso parte alla crociata. Per saperne di più su ciò che successe tra Gregorio IX e Federico II bisogna leggere la storia della Pace di San Germano a Cassino.

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Il Palazzo dello schiaffo e i suoi legami con San Francesco d’Assisi

Papa Gregorio IX conobbe personalmente San Francesco e lo canonizzò con la bolla Mira circa nos nel 1228 solo 18 mesi dopo la morte di San Francesco. Conobbe Santa Chiara e trascorse con le la Settimana Santa del 1220. Chiara verrà poi canonizzata dalla bolla Clara claris praeclara dal suo successore Papa Alessandro IV. Sulle pareti della sala sì vedono appunto le riproduzioni di documenti importanti, tra cui la donazione del terreno per la costruzione della Basilica di Assisi.

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Visita guidata di Anagni: il palazzo di Bonifacio VIII e il giubileo

La sala del giubileo del Palazzo di Bonifacio VIII al tempo non era altro che una terrazza a cielo aperto con merlature lungo le vetrate. Sulla parete verso Roma si vede una feritoia in direzione di Palestrina, residenza della famiglia Colonna che aveva al tempo due cardinali molto odiati da Bonifacio VIII Pietro e Giacomo. L’odio era molto cresciuto quando Stefano, fratello del Cardinale Pietro aveva rubato il tesoro personale di Bonifacio in viaggio verso Anagni. Bonifacio VIII contraccambiò con la destituzione dei due cardinali Colonna, confiscò i beni della famiglia, li confinò a Tivoli e rase al suolo la città di Palestrina facendola coprire di sale.

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La sala del Giubileo

Stefano Colonna e suo fratello Sciarra Colonna, fuggirono dal confino e raggiunsero la Francia e si allearono con Filippo il Bello. Nel momento del tentativo operato dal Re di Francia Filippo il Bello di arrestare Papà Bonifacio VIII, l’esercito francese era guidato proprio da Giacomo Sciarra Colonna che conosceva bene i luoghi e come aprirsi una via verso la residenza papale. Nella loggia si trovano le copie della statua di Bonifacio VIII conservata a Firenze e del busto di Carlo d’Angiò conservata a Roma, entrambe realizzate da Arnolfo di Cambio.

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Guida turistica di Anagni: la sala dello schiaffo

La decorazione della sala dello schiaffo é veramente singolare perché propone un motivo quadrilobo con al centro gli scacchi, gioco che ben rappresenta i campi di battaglia e la strategia militare medievale, ma che rappresenta anche le schermaglie amorose. Su un’altra parete si vedono degli uccelli affrontati a due a due, facilmente confrontabili con i ricami del piviale di Papa Bonifacio VIII

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La verità sullo schiaffo di Anagni: ma dove avvenne davvero?

Per lungo tempo si é creduto che lo schiaffo fosse avvenuto nello splendido palazzo che noi visitiamo oggi e che conserva ancora molte tracce delle decorazioni medievali. Ma studiando bene gli edifici che Bonifacio VIII fece erigere nella parte più alta del Borgo si é recentemente compreso che in realtà la sua residenza principale era quello che oggi chiamiamo Palazzo Traetto. Questa residenza giunta a noi con una facciata ottocentesca, nasconde in realtà nella parte esterna tutta una serie di ambienti ancora puramente medievali non più abitati.

La costruzione é quella che Bonifacio fece realizzare per se stesso, mentre il palazzo che noi visitiamo oggi era quello destinato a suo nipote Pietro ed alla sua famiglia. Ma dove avvenne lo schiaffo?

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Il luogo delle schiaffo: l’episcopio

Dopo attenti e documentatissimi studi il ricercatore Lorenzo Proscio ha scritto un libro svelando i risultati dei suoi ultimi studi. Lo schiaffo fi Anagni secondo i documenti dell epoca non sarebbe avvenuto né nel palazzo che oggi visitiamo, né nel Palazzo Traetto, ma sarebbe avvenuto nell’episcopio della Cattedrale di Anagni, ormai andato perduto di cui restano solo alcuni muri

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Il Panpapato: il dolce più iconico di Anagni

Il nome Panpepato deriva naturalmente dalle spezie e dagli aromi che vengono utilizzati per l’impasto, ma ad Anagni, questo buonissimo e ricchissimo dolce ha declinato il suo nome per essere più vicino alla tribolata storia della cittadina nel medioevo. La ricetta che nel corso degli anni non ha mai subito modifiche prevede un impasto molto consistente con scorzè di arancia, limone, zucchero, farina, poca a dire il vero, mandorle, noci, miele, cacao e natural.ebte tanto pepe, cannella e noce moscata. Ad Anagni varie pasticcerie e forni lo offrono tutto l’anno anche se é ormai tipico del periodo natalizio.

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Curiosità su Anagni ed il suo famosissimo Papa

Una curiosità su Papa Bonifacio VIII. Alla fine del 1200 acquistò da Nicola di Alatri per la propria famiglia attraverso il nipote Pietro, la valle Anticolana (Fiuggi), dove erano ubicate le famose sorgenti delle acque di Fiuggi con un atto del notaio Leonardo da Guarcino


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Guida turistica di Anagni: Dante e la Divina Commedia

Dante Alighieri cita Anagni, per ben due volte nella Divina Commedia, sempre riferendosi alla città con il nome medievale di Alagna per la prima volta nell’ Inferno, nel XX canto, quello dei simoniaci, dove vengono puniti coloro che hanno fatto commercio di titoli o oggetti religiosi. In questo caso Bonifacio viene citato per lo schiaffo ricevuto da Filippo il Bello con le seguenti parole:” Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto, / veggio in Alagna intrar lo fiordaliso, / e nel vicario suo Cristo esser catto”. Poi cita ancora la città sempre in riferimento a Bonifacio VIII nel XXX canto del Paradiso, quando Beatrice profetizza che presto morirà anche Papa Clemente V e che prenderà il posto proprio di Bonifacio VIII nel girone dei simoniaci. In questo secondo caso Bonifacio viene apostrofato come ‘quel d’Alagna”

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I 4 Papi di Anagni.

Spesso si sente dire che ben 4 Papi sono nati ad Anagni. In realtà solo 2 di loro erano veramente originari del posto, mentre gli altri due erano nati nelle vicinanze. Innocenzo III per esempio era originario di Gavignano vicino Segni, e Papa Alessandro IV era originario di Jenne, non distante da Subiaco. Poiché però Anagni al tempo era una città piuttosto famosa, gli Anagni si sono “appropriati” anche dei natali degli altri due Papi: Papa Innocenzo III perché si deve a lui la costruzione delle abbazie cistercensi in Ciociaria e della Certosa di Trisulti, nonché la canonizzazione di Thomas Becket, mentre Alessandro IV ha canonizzato Santa Chiara di Assisi proprio nella Cattedrale di Anagni.

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Visita guidata di Anagni: la campana di Papa Bonifacio VIII ad Anagni

La campana che si trova nella navata destra della chiesa é la campana di Papa Bonifacio VIII, di grande dimensioni, altra 130 cm e larga 90, che porta alcune decorazioni. In alto, divisa su due registri una scritta che identifica la data della realizzazione della campana il 1295, primo anno di pontificato di questo Papa e la dedica del manufatto a Dio, alla Beata Vergine, a San Magno, protettore di Anagni ed infine a Santa Secondina, prima martire locale. Sotto la scritta sono nominati i due autori della campana, gli artisti Giovanni ed Andrea Pisano, figli di Guidotto che hanno realizzato anche altre campane Anagnine tra cui quella dedicata a San Sisto I nel 1299.

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I simboli del potere del Papa ad Anagni

Sotto la scritta due simboli, il primo ę quello della famiglia Caetani a cui Bonifacio apparteneva, ed il secondo ci mostra la tiara papale nella sua decorazione primitiva, quando aveva un solo gallone a significare la sovranità sacerdotale. Sarà proprio Bonifacio che aggiungerà alla tiara un altro diadema simbolo della sovranità spirituale e temporale, creando così il copricapo che dopo alcuni anni successivamente al 1342 diventerà il triregno, simbolo della sovranità del Papa sulla Chiesa Universale e su Avignone

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Visita guidata di Anagni: il grifone del piviale di Bonifacio VIII

Il simbolo del grifo e é antichissimo ed accomuna Assiri, Caldei e Babilonesi. Ai tempi dell’Antica Roma era posto vicino ad Apollo diventando simbolo del guardiano dei tesori dell’umanità, a cui viene affidata la custodia della via della salvezza. Nella religione cattolica la doppia natura del grifo simboleggia la coppia natura di Cristo: divina nelle parti dell aquila, e umana nella parte del leone. L’aquila infatti é la regina dell’aria, ed il leone della terra, esattamente le due nature di Cristo che é sovrano in Cielo e sulla terra, ed esattamente come il potere che Papa Bonifacio VIII voleva avere sia in ambito spirituale che temporale.

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Il piviale di Papà Bonifacio VIII

Il piviale era utilizzato in passato dal celebrante durante le funzioni solenni. Quello gelosamente conservato ad Anagni nel tesoro della Cattedrale é ricamato con il punto Opus Cuprense. Una tecnica nata nell’ Isola di Cipro ma poi realizzata in tutto in Mediterraneo. Il supporto ricamato é in seta rossa, mentre i fili utilizzati sono in oro.

I motivi decorativi utilizzati sono un vero e proprio manifesto dell’ideologia del Papa, poiché sono stati rappresentati i pappagalli affrontati che richiamano l’eloquenza (si pensava che il pappagallo fosse l’unico animale capace di parlare), il grifone, metà aquila e metà leone (i due animali più potenti del cielo e della terra) che rappresenta la teocrazia della chiesa cioè la preminenza del potere spirituale su quello temporale, ed infine l’aquila bicipite che guarda a destra e sinistra simbolo della continuità del potere.

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La donazione di Bonifacio VIII alla Cattedrale di Anagni

Nella sala capitolare di trova il prezioso manoscritto in pergamene risalente alla fine del 1200 in cui Papa Bonifacio VIII dona alla Cattedrale tutto ciò che é elencato nell’inventario. Il testo é scritto in minuscola cavalleresca, in latino, ma il documento non ha decorazioni essendo un inventario. Nella lista vengono menzionati più di 100 oggetti, molti già persi in quegli anni, ma elenca anche alcuni paramenti sacri oggi presenti nel tesoro della cattedrale.

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ATTENZIONE dal 1 gennaio 2026 il prezzo del biglietto per i gruppi passa da 6 euro a 7 euro e per gli individuali da 9 euro a 10 euro.

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Il trittico del Santissimo Salvatore nella Chiesa di Sant’Andrea ad Anagni

La Chiesa di S. Andrea ha subito nella sua storia molto rifacimento. Del periodo romano romane l’arco alla base del campanile, ma già alla fine del 1200 veniva trasformata in forme gotiche testimoniate dalla base del campanile eretto in quel periodo. La forma attuale é quella della metà del 1700. Al suo interno fino a pochi anni fa era custodito il trittico dedicato al Ss Salvatore

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Visita di Anagni: il complesso di San Pietro in Vineis

S. Pietro in Vineis è un monastero situato fuori della cercha urbana di Anagni, poco distante dall’antica Porta Cerere. oggi é parte del convitto Principe di Piemonte, un complesso realizzato tra il 1925 e il ’30 ma la parte antica del convento originario è limitata alla chiesa e alla parte inferiore del campanile. La chiesa è posta su un alto podio con una elegante ed irta scalinata, ed è preceduta da un portico coperto a crociera con archi a tutto sesto La chiesa si presenta con una sola abside il presbiterio sopraelevato.

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Guida turistica di Anagni: gli affreschi Duecenteschi

Il monastero appartenne all’ordine delle monache francescane clarisse che abitarono qui dalla metà del XIII secolo sino al 1556, anno in cui, nella guerra tra i Carafa e Filippo II fu usato come postazione di artiglierie, che fuggíí e si trasferì poi nel monastero di santa Chiara al centro di Anagni. Negli ambienti superstiti di questo monastero delle Clarisse si conserva un gruppo di affreschi del XIII, XIV e XV secolo; alcuni frammenti sulle pareti della chiesa; altri in un’ aula ricavata nel sottotetto della chiesa, con finestrelle che doveva servire alle Clarisse per seguire la messa senza essere viste.

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I 12 quadri del locale delle Clarisse

Le pareti presentano 12 quadri: un primo riquadro molto rovinato lascia il posto all’ingresso a Gerusalemme, dove si riconoscono i fanciulli che stendono i drappi per terra, il fanciullo sull’ albero, i personaggi dinanzi alla porta della città;, poi l’ultima cena, di cui è rappresentato Cristo che consegna a Giuda lontano dagli altri, il pezzo di pane, secondo la narrazione del Vangelo di Giovanni. Poi la Lavanda dei Piedi con Cristo che asciuga il piede di Pietro. Segue poi la Cattura con il Bacio.

La domus dei Templari ad Anagni

Come alcuni scrittori e ricercatori riportano sui loro studi “avendo trovato il signor papa quasi solo con i fratelli Templari e Ospitalieri suoi camerieri” Papa Bonifacio VIII aveva attorno a sé i templari nella sua residenza ad Anagni. Ma dove risiedevano?

La chiesa di San Giacomo Maggiore

Questa chiesa di Anagni é stata sicuramente eretta prima del 1230 perché in quell’anno ne fu inaugurato il pavimento. Ospita al suo interno alcuni piccoli tesori. Innanzi tutto vi si trova la lapide sepolcrale di Enrico di Villars, arcivescovo di alione che si ammalò ad Anagni nel 1301 ventre era venuto a chiedere aiuto a Papa Bonifacio VIII contro Filippo il Bello che aveva usurpato i beni della sua Chiesa. In una cappella laterale di trova una croce che la tradizione vuole sia stata disegnata sul muro da San Tommaso D’Aquino per proteggersi contro i fulmini. É stata disegnata su intonaco fresco in forme bizantine. Sempre in questa Chiesa si trova la Madonna della Salute, che sembra abbia protetto il paese durante due grandi pestilenze.

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Tour: Visita Guidata di Anagni

Visita guidata del centro Storico di Anagni Anagni detta anche la Città dei Papi. Il centro storico si presenta a forma medievale e conserva una delle più belle cattedrali in stile romanico del Lazio. Sposteremo davanti al Palazzo di Bonifacio VIII teatro del celebre episodio conosciuto come lo Schiaffo di Anagni, insulto perpetrato a Bonifacio VIII nel 1303 dal Re di Francia Filippo il Bello, e raggiungeremo la cattedrale per visitare il tesoro e soprattutto la cripta, chiamata la cappella Sistina del Medioevo per i suoi 540 mq di affreschi.

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Brand di prodotto: Monte Cassino War Tours

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Prezzo valido fino a: 30-12-2030

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