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Visita guidata di Gaeta: Riviera di Ulisse
Spesso si legge che questa zona viene anche chiamata la Riviera di Ulisse e spesso le persone chiedono alla guida turistica perché questa zona della costa venga chiamata in questo modo. Analizzando i luoghi della costa infatti si potrà notare che molti di essi hanno a che fare con le avventure narrate nel racconto epico intitolato Odissea e proprio a Sperlonga all’interno della villa di Tiberio furono trovati dei gruppi statuari che rappresentavano alcuni degli accadimenti narrati (per saperne di più leggi qui)

Visita guidata di Gaeta: la Montagna Spaccata
La visita guidata di Gaeta non e’ una delle cose più semplici, perchè Gaeta ha veramente molto. Ciò che ai turisti in generale piace di più e’ il Santuario della Santissima Trinità da tutti chiamato comunemente la Montagna Spaccata. Il vangelo racconta che nel momento della morte di Cristo le rocce si aprirono a causa di un terremoto e cosi si formo’ la fenditura che costituisce oggi un vanto per Gaeta. Il taglio e’ percorribbile a piedi, tra altre pareti rocciose decorate con le stazioni della Via Crucis scolpite nella roccia, fino a pochi scalini dalla cappellina a strapiombo sul mare.
In quel punto la forma di una mano si staglia sulla roccia. Secondo la tradizione sarebbe la mano di un Turco miscredente che intrappolata nella roccia lascio’ la sua forma.
Guida turistica di Gaeta: il santuario della Santissima Trinità
La chiesa della SS. Trinità sorge sul luogo dove una volta c’era la villa di L.M. Planco. La comunità di fondata dai Benedettini, attorno al 930 e vi rimasero per quasi nove secoli. Ciò che vediamo ora é stato così realizzato dai Francescani Alcantarini nel XIX secolo, adattando l’architettura preesistente, alle loro esigenze di semplicità, di povertà e di misticismo, tipico dei padri seguaci di S. Pietro d’Alcantara.
Sull’altare maggiore si trova il quadro della SS. Trinità, con la Madonna e S. Erasmo, patrono di Gaeta. A ricordare i fondatori del luogo religioso in una cappella si trova la statua di S. Benedetto, mentre le statue di S.Francesco e di S. Antonio vogliono ricordare i padri Francescani Alcantarini che diressero il Santuario per quasi 40 anni.
Visita guidata di Gaeta: il santuario retto dal Pime
La facciata risente di uno stile semplice, é caratterizzata da nicchie Nelle nicchie erano sistemate delle statue di gesso, distrutte dalle intemperie e andate perdute ma rimpiazzate da una devota famiglia del luogo in memoria del loro amato figlio.Le statue rappresentano San Pietro D’Alcantara con la croce in mano, San Filippo Neri con un libro, San Francesco d’Assisi con il suo saio, ed infine San Benedetto Abate con il pastorale.
Attualmente il santuario é retto dalle Pontifice Missioni Estere, una organizzazione di sacerdoti e laici che si occupano delle Missioni in 17 paesi.

Guida turistica di Gaeta: il mausoleo di Lucio Munazio Planco
Dal Santuario della Montagna Spaccata, salendo lievemente su per le pendici di Monte Orlando, rigorosamente a piedi, perché ci si trova in un Parco Regionale Urbano, si vedono le rovine della villa di un antico Romano, Lucio Munazio Planco, originario di Atina nel Frusinate. Dalla sommità di Monte Orlando si gode un incredibile panorama sulla spiaggia di Serapo e sulla costa, ma soprattutto si vede finalmente ciò che la lussureggiante vegetazione del Parco non ci permette di vedere dal basso: il Mausoleo di Lucio Munazio Planco. Console romano vissuto nel I sec. a.c., fondatore di Lione e Basilea, si fece costruire sulla sommità della collina il suo monumento funebre.

Guida turistica di Gaeta: la cattedrale di Gaeta
A questo punto la vostra guida si dirigerà verso il centro storico, per mostrarvi la splendida cattedrale, di origini molto antiche ma che oggi si presenza in forme più recenti. Per fortuna pero’ la Cattedrale di San’t Erasmo è divenuta negli ultimi anni un vero e proprio museo, grazie ai vari sarcofaghi ricoverati qui, alle colonne di spolio romane trovate nascoste nei pilastri della chiesa, ed al candelabro del cero pasquale del 1300 che si trova sulla sinistra dell’altare maggiore.
Esternamente il campanile in stile siculo-normanno come quello di Terracina, con i suoi elementi colorati, e’ stato realizzato su pietre di spolio romano, sottratte ad un altro mausoleo, quello di Lucio Atratino. Il campanile del Duomo di Gaeta ha un’altezza di 57 metri.

Guida turistica di Gaeta: l’interno della cattedrale di Gaeta
Gli abitanti di Gaeta decisero di edificare una grande basilica a sette navate, con il transetto e l’abside incorniciati da un maestoso arco trionfale, poggiante su sei colonne – tre per lato – che ancora oggi possono essere viste nella muratura. Le sette navate erano separate da sei file di intercolumni, ciascuna composta da sei colonne, per un totale di 36 colonne. Queste erano di grande pregio, realizzate in granito orientale, marmo egizio e marmo bianco. Tutte queste colonne erano sormontate da ricchi capitelli, recuperati dai monumenti e dai templi pagani delle vicinanze. La chiesa fu edificata in stile romanico e solennemente consacrata nel 1106.

La cattedrale di Gaeta uno dei gioielli della Riviera di Ulisse
Tuttavia, nella seconda metà del XIII secolo, durante alcuni lavori di riparazione, furono lasciate in piedi solo le 36 colonne, sulle quali vennero costruite nuove volte a ogiva. Questo intervento modificò lo stile originario della chiesa, trasformandolo dal romanico al gotico. La Basilica era splendida per costruzione e bellezza, ma nel XVIII secolo, precisamente nel 1788, fu ritenuta pericolante, forse a causa dello scoppio della polveriera a Trabacco, e cominciarono nuovi lavori di rifacimento

Visita di Gaeta: la cattedrale di Sant’Erasmo
È storicamente provato che in una chiesetta presso il porto, allora chiamata Santa Maria del Parco, (l’antesignana della nostra cattedrale di Gaeta) fu nascosto nel 1842 il corpo di Sant’Erasmo e di altri santi, portati qui dai Formiani per sottrarli alla devastazione dei Saraceni, ma col tempo se ne persero le tracce a causa del gran segreto col quale erano stati nascosti. Nel 917, dopo aver cacciato i Saraceni dalla pianura del Garigliano vicino a Minturno, nella chiesetta furono rinvenuti i resti mortali dei Santi.

Visita di Gaeta, lo splendido campanile del duomo
All’interno della Basilica, oltre all’elegante vasca battesimale attribuita ad Antonio Canova, si può ammirare una colonna istoriata e il pregiato candelabro marmoreo del cero pasquale, risalente al XIII-XIV secolo, decorato con scene della vita di Gesù e di Sant’Erasmo. Sotto il presbiterio si trova il succorpo, o cripta, dove il 9 aprile 1620 furono solennemente deposti i resti mortali di sette santi: Erasmo, Marciano, Probo, Innocenzo, Casto, Secondino ed Euporia.

Guida turistica di Gaeta: il castello di Gaeta
Dal basso la guida turistica di Gaeta, vi indicherà il castello Angioino Aragonese, che ha ospitato per decenni il temutissimo carcere militare di Gaeta. Dopo anni di arresti, gli ultimi ospiti del carcere sono stati Reder e Kappler, prima che anche loro non abitassero più qui. Il castello, nella zona del vecchio carcere e’ visitabile, e permette di rendersi conto delle condizioni carcerarie sotto i Borboni, poi sotto i Savoia dopo l’Unita’ d’Italia, e poi dopo la Seconda Guerra Mondiale (Per le 4 battaglie di Cassino leggi qui).
La sua posizione e’ panoramica verso l’abitato” ma si presenta ancora più possente verso il mare, poiché i muri perimetrali seguono il limite dello strapiombo in acqua. L’altra ala del castello e’ occupata dalla guardia di finanza.

La Riviera di Ulisse: gli ultimi ospiti del carcere militare di Gaeta.
Gli ultimi ospiti del carcere militare di Gaeta sono stati Walter Reder e Kappler. Il primo fu giudicato dal Tribunale Militare di Bologna colpevole dell’eccidio di Marzabotto e Monte Sole, il secondo per aver ordinato l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Entrambi soggiornarono al lungo nel carcere in carcere, ma soprattutto é bene ricordare cosa successe dopo il carcere.

Visita di Gaeta: la fuga di Herbert Kappler e la valigia di sua moglie Anneliese
Il 15 Agosto 1977 lo ricordano in molti, perché si svolse al Celio a Roma una delle fughe più misteriose che la storia moderna ricordi. Herbert Kappler giudicato responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Dopo essere stato condannato alla pena detentiva nel carcere di Gaeta riuscí a fuggire in maniera un po’ rocambolesca in Germania dove morì qualche mese dopo. Fu scelto il 14 Agosto, perché la giornata era stata piuttosto movimentata per la celebrazione del funerale del a generale Antonio Arzà di 61 anni morto probabilmente suicida per amore.
Guida turistica di Gaeta: fuga di Herbert Kappler dal Celio
Negli stessi momenti in una camera dell’ospedale un generale Tedesco si stava riprendendo da una copiosa emorragia interna. Era in prigione da 32 anni per aver terrorizzato Roma come capo della Gestapo. La Germania negli ultimi tempi aveva insistito molto per la liberazione o almeno per una attenuazione della pena, tanto che in maniera quasi inspiegabile per molti nel 1976 Arnaldo Forlani aveva cambiato lo status del prigioniero da detenuto politico a prigioniero di guerra.
Anneliese Kappler e la figa nella valigia
Kappler era assistito da sua moglie Anneliese conosciuta durante la prigionia a Gaeta e sposata 5 anni prima. Proprio nel 1976 si età scoperto che Kappler aveva un tumore maligno all’intestino ed era stato qui do portato all’ospedale militare del Celio. Pesava a quel punto 48 kg ed aveva una statura di 1.60mt. durante il suo ricovero la moglie fu lasciata libera di circolare a suon piacimento e di restare con lui come in una camera di hotel.

La Riviera di Ulisse: la rigorosa detenzione a Gaeta viene dimenticata a Roma
Anneliese ntrava ed usciva con voluminose borse e valige, e solo nei primi tempi furono controllate, poi furono lasciate passare senza aprirle. Anche la sorveglianza non era rigorosa, passavano settimane senza che i carabinieri di piantone lo vedessero, clinica che lo vedeva più volte al giorno era super Barbara che gli preparava frequentemente caffè che lui adorava. A mezzanotte del 15 febbraio Anneliese uscì dalla stanza con una voluminosa valigia, chiedendo di lasciar riposare il marito fino alle 10.00 del giorno successivo.

Visita di Gaeta: la messa in scena di Anneliese Kappler
Dopo un po’ tornò in camera dicendo di aver dimenticato i a borsa di paglia, e ne uscì facendo attenzione a non fare rumore. Scese quindi nuovamente nel cortile dove la attendeva una 132 rossa noleggiata con cui era giunta. Dopo aver sistemato con cura la valigia, uscì dal cortile e raggiunse poco più avanti una seconda macchina una Opel Commodore bianca con tre complici. Probabilmente Kappler che la donna dusse di aver trasportato fuori dal Celio nella valigia si sedette sulla Opel e cominciò il lungo viaggio verso la Germania.

La figa verso la Germania di Kappler
La 132 fi lasciata poi a Trento rotta e gli occupanti tornarono in Baviera in Treno. Solo alle 10.00 del giorno successivo entrando nella camera con il caffè fumante suor Barbara si accorse che nel letto non c’era il malato ma dei cuscini con un parrucchino. Herbert Kappler era fuggito.

Gaeta al centro della storia moderna. La storia di Walter Reder
Albert Kesselring il 30 luglio 1944 decise i punti saldi della repressione: prendere ostaggi nei luoghi dove avvenivano i sabotaggi e di ucciderli per ritorsione, nonché il fare atti di rappresaglia contro la popolazione, impiccare i responsabili di atti violenti contro i Tedeschi e considerare responsabili gli abitanti di un luogo in caso di sabotaggio. Per queste direttive Kesselring verrà condannato a morte e poi graziato da un tribunale inglese. Con queste direttive Reder trovò terreno fertile per i suoi piani.

Waltet Reder a Gaeta
Dal 29 settembre al 5 ottobre 1944 le SS rastrellarono tutti i civili che riuscirono a trovare a Monte Sole, uccidendoli tutti e bruciando tutte le case, chiese e scuole. Morirono più di 1000 persone, fu il massacro più grande avvenuto in Italia ed il secondo in Europa (il primo é quello di Kragujevac in Serbia con 7450 uccisi.) Tra di loro pochissimi erano i partigiani della Stella Rossa Lupo, vero obbiettivo della lotta.

Guida turistica di Gaeta: la chiesa di San Francesco
Per ultima la chiesa di San Francesco, che trae sempre tutti in visitatori in errore per la sua posizione rialzata lungo il pendio della collina, poiché viene scambiata per la cattedrale. Stiamo invece parlando di una bella chiesa relativamente recente in stile neogotico, eretta da Giacomo Guarinelli. Fu sponsorizzata da Ferdinando II di Borbone a ricordo del soggiorno di papa Pio IX (lo stesso a cui fu dedicata la fontana nella piazza centrale di Alatri) a Gaeta nel 1848. Il nostro gigante pero’ ha purtroppo dei piedi d’argilla, essendo pesante e voluminosa, e quindi ha richiesto negli ultimi decenni tutta una serie di lavori per aiutarne la stabilita’.

La chiesa intitolata a San Francesco d’Assisi la più panoramica della Riviera di Ulisse
La prima costruzione risale al 1222 quando San Francesco D’Assisi edificò sul luogo un piccolo convento, ma già alla fine dello stesso secolo Carlo III d’Angiò fece ampliare la chiesa passando allo stile gotico. Nei secoli successivi la costruzione cadde in rovina e si dovette aspettare Papa Pio IX esule a Gaeta perché re Ferdinando II di Borbone, sollecitato dal Papa, affidasse all’architetto Guarinelli il restauro della Chiesa in stile neogotico. Attualmente la chiesa é divisa in tre navate sorrette da piloni con le statue dei 12 Apostoli, mentre nell’abside si erge la statua di Cristo.

L’esterno della Chiesa di San Francesco a Gaeta
Sulla facciata della Chiesa realizzata in pietra locale si nota un rilievo in marmi che rappresenta la restaurazione dello stato pontificio ad opera delle 4 potenze cattoliche, mentre ai lati del portale vi sono le statue dei sovrano Carlo II d’Angio e Ferdinando II di Borbone. Sulle cuspidi della facciata sono presenti la statua di San Francesco in centro e sul lato sinistra San Tommaso e Sant’Agostino, mentre sulla destra ci sono Sant’Ambrogio e San Bernardo dell’Arnaud. Davanti la chiesa una monumentale scalinata decorata dalla statua della Religione. I lavori di restauro dei Borboni vennero bloccati dall’assedio di Gaeta e furono poi finiti nel 1927 dallo Stato Italiano.

Guida turistica di Gaeta: Il battistero perduto
Per questo motivo, venne restaurata assumendo l’attuale architettura barocca.Tra le antiche cappelle del XIII secolo, una sola è rimasta intatta: l’ultima a destra per chi entra dalla porta principale. Nel 1303 alla Basilica fu annesso un battistero, detto San Giovanni in Fonte, il cui piccolo campanile, caratterizzato da graziose bifore e trifore, si trova ancora oggi accanto all’attuale campanile.

Visita guidata di Gaeta: il santuario della Santissima Annunziata.
La Chiesa fu consacrata nel 1354 in stile gotico ma purtroppo venne rimaneggiata nel 1600 in stile barocco su disegno dell’architetto barocco Lazzari. La facciata si presenta con un alto campanile a vela con un orologio decorato da maioliche di Matteo De Vivo. Un elemento molto originale della chiesa é costituito dal pavimento in cotto smaltato con il simbolo dell istituto, cioè l’emblema Della città di Gaeta con le tre lettere AGP, acronimo dell espressione Ave Grazia Plena (Ti saluto o piena di Grazia).
Due altari laterali sono decorati con pale realizzate da Luca Giordano (guarda anche la storia dell abbazia di Montecassino per leggere cosa l’artista dipinse anche li) intitolate la Crocefissione e l’Adorazione dei Magi. La pala d’altare di una delle cappelle laterali invece é un’opera di Giacinto Brandi che rappresenta la Maternità.

Guida turistica di Gaeta: l’interno del Santuario della santissima Annunziata
Ai lati dell altare maggio e sempre in stile barocco con marmi policromi e lapislazzuli, due cantorie lignee in cui quella a sinistra conserva un organo seicentesco di Giuseppe de Martino. Dietro l’altare invece si trova un coro ligneo sovrastato da due grandi tele di Sebastiano Conca intitolate la presentazione di Gesù al Tempio e l’adorazione dei Magi. Ma il gioiello più importante in questa Chiesa é lo splendido polittico cinquecentesco di Andrea da Salerno con al centro l’Annunciazione e la Dormitio, circondate da scene della vita della madonna e Gesù e visi di santi. Si vede anche il simbolo araldico della famiglia Colonna che donò il polittico.

Guida turistica di Gaeta: la Cappella d’Oro di Gaeta
Nella parte retrostante il coro della Santissima Annunziata si trova la sacrestia con i suoi arredi barocchi e sull’altare una Annuncia io e di Cristoforo Scacco. Sul lato sinistro in e e si apre la cappella d’oro, dedicata all’Immacolata Concezione il suo soffitto é a cassettoni lignei dorati e le pareti sono coperte da dipinti raffiguranti episodi della storia della Madonna e di Gesù. In una delle tavole si trova la data e la forma dell’autore Gian Filippo Criscuolo 1631. La pala d’altare é dedicata alla Vergine Maria realizzata da Scipione Pulsone nel 1582. Proprio in questa cappella nel 1849 Papà Pio IX e be l’idea del dogma dell’Immacolata Concezione.

Papa Pio IX a Gaeta
Cosa ci faceva Papa Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti a Gaeta? il 24 Novembre 1848 Papa Pio IX fuggì dal Quirinale a Roma, davanti alla costituenda Rrpubblica Romana, vestito da semplice sacerdote, passando da una uscita secondaria, con un grande cappello, occhiali scuri e capelli incipriato per sembrare più vecchio dei suoi circa 54 anni, in un giorno umido e freddo con due servitori, di cui uno faceva le funzioni di cocchiere. Per arriverà nel Regno delle Due Sicilie protetto da Ferdinando II alle 5 del mattino del 25 novembre in gran segreto e prenderà alloggio in una locanda su Via Faustina (la pergolella) che esiste ancora.

Il Dogma dell’Immacolata Concezione a Gaeta
In esilio, pregando nella Cappella d’Oro meditò il dogma dell’Immacolata Concezione impegnandosi di proclamare questo nuovo dogma se fosse riuscito a tornare a Roma.Il 2 Febbraio 1849 con l’Enciclica Ubi Primum iniziò la procedura che porterà a termine nel 1854. Nel 1858 durante la sedicesima apparizione a Lourdes la madonna dirà a Bernadette “Io sono l’Immacolata Concezione”. L’esperienza della Repubblica Romana era durata meno di un anno nel 1849.

Visita guidata di Gaeta: il quartiere medievale
Al centro delle viuzze strette strette che scendono dal castello, si trova la chiesa di Santa Lucia, tipica struttura in stile altomedievale, costruita nel VII secolo ma ristrutturata nel XII secolo in uno stele leggermente arabeggiante. Poco più avanti, i resti del Palazzo di Docibile I rimasti purtroppo monto esigui perché realizzati nella seconda metà dell’Ottocento, mentre rimangono ampie tracce del palazzo Ladislao, perché utilizzato da Ladislao di Durazzo, durante la sua permanenza a Gaeta tra il 1387 ed il 1399, quando la città subì la dominazione angioino-durazzesca.
Il palazzo si riconosce dallo splendido portale in marmo, al di sopra del quale si trova lo stemma della casa di Durazzo scolpito nell’architrave. Purtroppo dopo anni di oblio, il palazzo è stato acquistato da privati che lo hanno trasformato in una palazzina con molti appartamenti.

Il mausoleo di Lucio Atratino a Gaeta
Lucio Atratino era figlio del console romano Lucio Calpurnio Bestia, ma fu adottato da un esponente della famiglia Sempronia e divenne particolarmente famoso per aver accusato Marco Celio Rufo di atti di violenza. Celio era difeso da Cicerone (originario di Formia), come ci testimonia l’orazione Pro Caelio che lo fece assolvere. Lucio fu un grande ammiraglio finché nel 23 a.c. Augusto lo nominò Governatore dell’Africa proconsolare. Morì poi suicida nel 20 a.c. perché aveva contratto una malattia incurabile in Africa ed a 53 anni decise di tagliarsi le vene in una vasca di acqua calda (Proprio come Ottavia a Ventotene, leggi qui) nella sua villa. La villa era dove ora rimangono tracce del suo mausoleo.
Infatti le coperture in pietra di questa costruzione furono utilizzate per erigere il campanile del Duomo di Gaeta e per la costruzione del palazzo dell’Ipata Giovanni I. Il nucleo in pietra venne poi riattato a stalla, furono scavate nella struttura delle mangiatoie per asini e mucche e fu realizzato un soppalco (proprio come al Verlasce di Venafro)

Visita di Gaeta: la sirena del pluteo nella Cattedrale di Gaeta.
Sembra che l’immagine della sirena nasca in realtà dalla mitologia pagana. Le amiche di Proserpina infatti si mettono alla sua ricerca dopo che Zpluto e l’ha rapita, e il loro desiderio di andare ovunque le avrebbe tramutate i uccelli rapaci con il viso di donna, ma ad un tratto la loro parte femminile nell’iconografia antica dj sarebbe ingrandita fino ad arrivare fino all ombelico e la parte rapace si sarebbe trasformata in coda di pesce. Dotate di una voce melodiosa seduce gli uomini, li attira. Li seduce li uccide e li divora. La sirena presente sul pluteo salvato dalla chiesa di Santa Lucia e posta nella cattedrale é una sirena a due code e fa da contraltare al grifone simbolo di Cristo.

Le favole di luce di Gaeta: le luminarie natalizie di Gaeta iniziano il 9 novembre 2025
Qualche anno fa, da una felice intuizione del Sindaco di Gaeta Mitrano, fu realizzata la prima edizione delle Favole di Luce, un po’ sul genere delle Luci di Salerno, ma concepite con nuove idee originali. Il primo anno a dare il benvenuto ai turisti nel punto di accesso per i bus c’era Casper il Polipo, un enorme polipo con il cappello da marinaio, che dava il benvenuto a tutti ed introduceva a tutte le altre luci che finivano poi al porto di Gaeta Vecchia. L’anno successivo fu un enorme gorilla ad accogliere i visitatori, e da lì le luci si sono evolute verso forme e idee diverse.

Le favole di luce di Gaeta 2025! Le luminarie di Gaeta 2025
Dal 9 novembre 2025 iniziano le favole di luce a Gaeta!
Nel 2019 accanto alle tante luci, in particolare le più apprezzate furono quelle degli animali, si iniziò con le proiezioni di elfi ed altri personaggi, quadri famosi, e disegni coloratissimi e fantasiosi sulle facciate delle case e sui monumenti più insigni di Gaeta. l lockdown ha fermato questa grande festa, ma quest’anno il sindaco ha intenzione di riproporre le luci, più belle ancora di prima, per cercare di riportare tutti alla normalità, tenendo però d’occhio le norme anti-covid.. appena noi guide turistiche di Gaeta sapremo le nuove modalità di accesso e di fruizione lo pubblicheremo subito qui.
Tenete presente che l’accensione sarà a fine ottobre e ci aspettiamo grandissime novità.



Visita guidata di Gaeta: consigli per la visita con la tua guida turistica di Gaeta
Se volete ampliare un pochino il vostro raggio d’azione e visitare anche un altro borgo vicino a Gaeta, date un’occhiata a Sperlonga e parlatene con la vostra guida turistica di Gaeta.
INTERESSANTI OFFERTE PER CHI VISITA GAETA E L’ABBAZIA DI MONTECASSINO NELLO STESSO GIORNO

Tour: visita guidata di Gaeta
Visita guidata di Gaeta con una Guida Turistica
SKU del prodotto: Gaeta
Brand di prodotto: Monte Cassino War Tours
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 150
Prezzo valido fino a: 30-12-2030
Prodotto in magazzino: InStock
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