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L'abbazia di Montecassino/ The Abbey of Montecassino
La Cripta di Anagni/ the Crypt of Anagni
Il chiostro dell'abbazia cistercense di Casamari/ the cloister of the Cistercian Abbey of Casamari
Gaeta ed il suo mare/ Gaeta and the coast
Il giardino della Certosa di Trisulti/The garden of the Carthusian Monastery of Trisulti

Dott.ssa Anna Maria Priora

djGuida Turistica Abilitata per le Province di Frosinone e Latina. ....................................... Licensed Tourist Guide for Montecassino and its surroundings. ....................................... Cell/mobile+39.328.1965002 www.facebook.com/anna.priora annamaria.priora@gmail.com

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La quadreria:
Prima sala I FARNESE. Quando nel 1731 muoire il duca Antonio Farnese, ultimo erede in linea direwtta, l'intero patrimonio passa alla nipote Elisabetta Farnese. Moglie di Filippo V  Di Spagna, lascia che succeda al trono dello Zio suo figlio Carlo di Borbone che divetera' Duca di Parma e Piacenza.. In questa maniera all'eta' di 15aa Carlo eredita territori e ville a Parma, Piacenza Colorno e Roma, e ricchezze accumulate in appena 2 secoli.. Questa sala ospita i ritratti di coloro che furono i protagonisti di questa parte della storia
Filippo V di Spagna in uno ovale di Francesco Solimena
Filippo V a figura intera di anonimo
Elisabetta Farnese
Carlo di Borbone durante la battaglia di Gaeta di Francesco Solimena
Carlo di Borbone  a Cavallo in bronzo
Medaglie che rappresentano Filippo V, Carlo II e Maria Amalia di Sassonia, Filippo V e Alessandro Farnese

 

 

Durante la visita guidata della Reggia di Caserta, arrivati quasi al fondo degli appartamenti, la guida turistica vi introdurrá ad un ambiente molto particolare, chiamato avancorpo  avanzato. Le Stanze del "corpo avanzato" sono due ambienti che si trovano nell'angolo e che dovevano essere sovrastati da torri mai costruite. Ora sono arredate  con mobilio fatto realizzare a Napoli dai Savoia nel 1860 ad imitazioni di quelli 700eschi di Villa della Favorita a Resina, proprio secondo i desideri della Regina Margherita di Savoia per l'alcova della Reggia di Capodimonte. Tra gli arredi un busto in marmo raffigurante la Regina Maria Cristina di Savoia prima moglie di Ferdinando II.

 

Questa camera da letto con i comodini e lo studio con poltrona e gettacarte vengono da Capodimonte il 13 dicembre 1925, per accoglere nel 1929 Vittorio Emanuele II e Elena di Montenegro. A seguito della dismissione dopo  l'Unita' d'Italia  dei siti reali, La Favorita e' stata venduta  al Vicere' d'Egitto e quindi fu liberata degli arredi, i quali finirono in grande quantitá alla Reggia di Caserta, mentre altri a Capodimonte. Nel 1883 la regina Margherita decise di comprare scrittoio, sedie e due comodini a Napoli per finire di arredare la stanza. Questi mobili sono stati usati agli inizi del 1900 per arredare l'appartamento della Regina Elema di Montenegro con il gettacarte, i due sofa borbonici in stile Poumpadour, le sedie ed il letto a due piazze. L'unica differenza tra questi rifacimenti 800eschi e gi originali del 700 sono le ali degli amorini, simili a quelli delle farfalle, mentre nel 1700 erano rappresentate piumate.

 

 

La biblioteca Palatina

La prima sala di Lettura fa da anticamera insieme alla seconda alle tre sale della Biblioteca Palatina, voluta dalla Regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, ospita le allegorie  dell'Autunno e dell'Estate dipinte dal tedesco Friedrich Heinrich Fueger, una veduta del Giardino inglese del 1798 di Luigi Gentile e la passeggiata di Ferdinando a Mergellina del 1827 firmata in basso a sinistra da Antonio Veronese. Sulla consoles 2 coppie di vasi in alabastro ed un orologio in stile Roccoco' del 1700 con il Ratto di Europa.

Nella seconda sala di lettura  sono esposte alcune opere dell'artista napoletano Luca Giordano Il ratto delle Sabine sul camino, e di fronte Apollo e Marsia. Sulle pareti brevi le raffigurazione allegoiche dei continenti Europa, Asia, Africa e America della scuola del Giordano.

La prima sala della Biblioteca ha sulla volta un affresco di Filippo Pascale fatto su disegno di Carlo Vanvitelli con il Planisfero circondato dai segni zodiacali e dalle costellazioni.. Le librerie consevano i volumi della Biblioteca Palatina  fndata da Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando IV, e sono sovrastati da vasi copiati a quelli di Pom[ei ed ercolano di Giustiniani, secondo la moda dei primi decenni del 1700 Al centro della Sala vi e' un grande stipo che conserva la Dichiarazione dei Disegni di Luigi Vanvitelli, mentre sul mobile ci sono due candelabri stile impero.

Seconda sala

Terza sala Della Biblioteca fu affrescata per volere di Maria Carolina da Friedrich Heinrich Fueger, tutti ispirati al repertorio classico: il Parnaso con Apollo e le tre Grazie, L'invidia e la Ricchezza, La scuola di Atene, La protezione delle arti, ed il Discacciamento dell'Ignoranza.I temi iconografici sono divisi in 4 scene al fine di ripercorrere la storia dell'Umanita' nuova eta' dell'oro. Al centro della sala due globi in legno dipinto rappresentanti il planisfero e la mappa astrale, opere donate a Ferdinando Iv dal Re di Francia Luigi  XVI  suo cognato. Alle pareti un Barometro con termometro di fabricazione londinese ed un orologio a pendolo con le fasi lunari, realizzato a Vienna nel 1790.

Seguendo la guida turistica, dall'appartamento del Re si passa all'appartamento della Regina, costituito da 4 stanze arredate attorno al 1780 dalla regina Maria Carolina d'Austria moglie di Ferdinando IV.

 

La Stanza da lavoro della Regina ha le pareti rivestite da raso giallo e grandi specchiere provenienti dalla Real Fabbrica di Castellammare, voluta da Carlo di Borbone con il coinvolgimento di meastranze veneziane che purtroppo ebbe vita breve e fu chiuso nel 1748. Sulla volta sono affrescate alcune coppie mitologiche: Giove e Giunone, Mercurio e Proserpina, Apollo e Minerva e Marte e la Guerra, e vi pende un bel lampadario in bronzo dorato e legno con un intreccio di pomodorini simbolo della Campania Felix opera di Gennaro de Fiore e dell'ottonaio Francesco Serio. Per il mobilio i due como' di legno rosa sono della seconda meta' del 700, la consolle ha sopra un orologio in bronzo dorato di origine viennese che rappresenta il carro di Cerere. L'altro orologio sicuramente ben piu' originale, e' collocato nel vano della finestra, rappresenta una gabbia dorata opera dell'orologiaio svizzero Pierre Jaquet-droz, dentro aveva un uccellino in pietre dure, ed e' un dono della regina di Francia Maria Antonietta, sorella di Maria Carolina.

 

Dalla Stanza di lavoro delle regina si aprono 2 porte  che fiancheggiano la console e la grande specchiera e permette di accedere al Bagno della Regina Maria Carolina. L'ambiente presenta una decorazione rocaille a festoni dorati con fiori e frutta, e' stato affrescato da Fedele Fischetti con le Tre Grazie, la nascita di Venere e il mito di Diana e Atteone. Vi e' una grende vasca di marmo di Carrara scolpita da Gaetano Salomone e foderata con rame dorato con i rubinetti dell'acqua calda e fredda. In una nicchia si trova il Bidet in legno di mogano con vasca di bronzo dorato.

Il Gabinetto degli specchi della Regina era il Boudoir, ovvero il salottino della regina. Sul soffitto Fedele Fiacchetti raffiguro' la Toilette di Venere, mentre sulle pareti campeggiano specchi decorati con festoni di fiori bianchi in stucco. L'arredo e' formato da un tavolo a parete, angoliere con piano in marmo fior di Persico, poltrone alla duchesse in legno bianco ed oro rivestiti con le sete di san Leucio opera di Gennaro Fiore e Bartolomeo di Natale. Sospeso davanti al vano della finestra un orologio a gabbia  uguale a quello nella sala precedente.

 

La sala delle dame di compagnia e' anche detta Sala di Conversazione della Regina, ed e' stata affrescata da Fedele Fischetti nel 1799 con la rappresentazione dell'eta' dell'oro. Le sovrapporte e i sovraspecchi eseguiti dal pittore Giuseppe Bonito, rappresentano le allegorie della musica, della pittura,  della scultura, dell'architettura, e dell'astronomia. Sulle pareti le allegorie delle virtu': Imene e la modestia,di Francesco de Mura sulla parete lunga, l'allegoria dell'innocenza sulla sinistra,  e l'allegoria della semplicita' e della verita' sulla destra, entrambi di Giuseppe Bonito.

Dello stesso artista l'allegoria del giorno e della notte, negli angoli di fianco alle porte. Il mobilio e' costituita da 4 sofa', 10 sedie, una chaise lounge e 5 piccole poltrone, in legno dipinto con decorazione a palmette. I 2 piccoli bronzi, opera di Francesco e Luigi Righetti, sono Castore e Polluce del 1809 e Bacco ed Arianna del 1811, ispirati al successo degli scavi di Pompei ed Ercolano

La sala delle Dame di Corte ha sul soffitto al centro il rapimento di Cefalo  da parte di Aurora su un carro trainato  da Putti, un affresco di Fedele Fischetti e Filippo Cascale. Le soprapporte ed i sovraspecchi sono eseguiti da Domenico Mondo nel 1781 e raffigurano storie di donne celebri: Cleopatra che decide di suicidarsi,  Sofonisba che implora Massinissa, Rossana presentata ad Alessandro Magno, Cornelia ed i Gracchi e la Vedova che chiede giustizia a Traiano. Sui sovraspecchi Allegorie del tempo e della scienza, e Allegoria della giustizia e della pace. Sulle pareti sono raffigurate scene di caccia e refezioni reali, tra i quali: la caccia al cinghiale, la refezione reale e la caccia alle folaghe.